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Mar 01 2014

GEMME DI PAICERE

Bussai alla porta guardando il cartello ‘CHIUSO’ appeso alla finestra. Bussai forte ed ho sentito ridere. Poi Roberto ha fatto capolino sorridendo. “Apri, per cortesia…”, dissi gentilmente. Ho sentito le serrature aprirsi. Ha fatto capolino in fretta, come un ladro in pericolo di essere catturato. “Sbrigati ad entrare, prima che uno dei clienti abituali arrivi”. Alzai gli occhi ed entrai, facendo notare che dovevo solo tagliare i capelli, non ero di certo una spia o un ispettore del lavoro. Sentivo il rossore iniziare ad insinuarsi tra le mie guance e macchiare la mia faccia. Il calore arrivò sino all’attaccatura dei capelli. Il mio cuoio capelluto era caldo. Stavo effettivamente arrossendo fino alla radice dei capelli. Mentre gli spiegavo che taglio volevo, mi offri da bere e cercai di bere la bibita in modo tranquillo, evitando di ridere. Per un attimo, il mio imbarazzo mi aveva lasciato, come ho visto il mio bel amico di lunga data prendere in giro se stesso e la sua professione. “Lascia che ti dica, i militari passerebbero la giornata qui se sapessero che è entrata una donna in un negozio per uomini”, disse passando le mani tra i miei lunghi capelli scuri. Ultimamente, il movimento delle sue dita tra i capelli, o sulla schiena, o sul mio braccio mi avevano bagnata tra le gambe. Stavo cercando di ignorare questo fatto come ha mosso le mie trecce color cioccolato usando le le sue dita. “Quello che faremo oggi?” “Beh, è un nuovo taglio. Ti ho portato una foto…”, la mia voce si spense e sentivo il rossore caldo strisciante sulle mie guance. Gli porsi una busta in cui era contenuta la foto della modella da prendere come esempio per il taglio, ma c’era altro. Toccò la busta e mi ero spaventata per la curiosità che il contenuto scatenava in lui. “Cosa c’è dentro?” Ora sembrava determinato a scoprirlo. Curioso e divertito, ha preso la busta con l’intenzione di aprirla. Stavo tenendo il fiato. Ho provato a regolare il mio respiro, ma ho fallito miseramente, come ho visto che apriva la busta con fretta e curiosità. C’era qualcosa di quasi sessuale nel guardare le sue dita all’interno del pacchetto marrone. Mi spostai un po’ di più e mi accorsi che la mia figa era bagnata ed ero agitato. Che casino. “Il taglio di capelli. Il suo taglio di capelli. Lo voglio, “balbettai”. Lui agitò le sopracciglia e mi sorrise. Mi sentivo come se il mio volto avesse preso fuoco. Mi sono resa conto che il suo cazzo era duro. Il mio respiro sembrava solidificare nei miei polmoni. Il suo sguardo si fece serio. “Pagina 117? toccò i capelli, il collo, il viso prima di baciarmi profondamente”. “Ti piace?”, Ha detto Roberto e ha fatto proprio quello che avevo letto. Le sue dita mi facevano gemere piano e quando le sue labbra toccarono le mie, ho aperto la mia bocca per lui. Ho succhiato la lingua. Ha rotto il bacio e mi sentivo emozionata, colpevole e sporca tutto in una volta. Avevo voglia di lui. Il mio bisogno di lui era forte. Lo volevo dentro di me. Si aprì la patta dei pantaloni fino a che il suo cazzo era fuori completamente e poteva essere mio. Quando Roberto mi guardò ebbe uno sguardo stordito, leggermente ubriaco di eccitazione. “Lascia che ti mostri”, dissi e sentii un brivido attraversarmi. “Mettilo nella mia bocca”, dissi dimostrando molto coraggio. Lui emise un suono basso. Il tipo di suono che ha provocato la pelle d’oca sulle mie spalle. E poi ha spinto la pelle morbida e vellutata del suo cazzo sulle mie labbra. Glielo ho leccato lentamente, gli occhi sui suoi occhi. Io fingevo di essere sfacciata. Tremavo assaporandone il profumo ed il sapore. Lui sapeva di pelle calda e sapone e di uomo. Lo succhiai più in profondo, tenendo le mie mani strette al suo culo. Ha scopato la mia bocca, una mano tra i capelli, una tenendo la rivista porno. “Stop, aspetta”. La sua voce sembrava rotta. Potrei dire che voleva andare avanti, ma aveva bisogno di fare qualcosa di diverso. Si schiarì la gola e ho dovuto sorridere. Era così carino quando era agitato. “Ho aperto le mie cosce per lui, guardando la parte superiore della sua testa scura mentre abbassava il viso tra le mie gambe, leccando il clitoride e succhiandolo, lasciandomi andare solo per un momento. Appoggiò la rivista sul pavimento e lottò con i miei jeans. La mia testa era confusa e lo guardai fermarsi su di me con la bocca. La sua lussureggiante bocca, colore rosso scuro. La sua barba si morse le mie cosce e le dita lisciò meglio con tratti morbidi. I miei fianchi tremarono, le mie mani giocavano tra i suoi capelli, stringendo e tirando così tanto che temevo che gli avrei fatto male. Ma ringhiò profondamente in gola, segno che stava solo godendo. L’orgasmo corse dentro di me, facendo pulsare la mia figa, facendo eco nel mio corpo. Mi dimenai ma lui mi teneva ferma con l’avambraccio ingombrante, leccando lentamente lungo la pelle sensibile sopra fino a quando un orgasmo più piccolo ha seguito il primo. Spinse le dita nella mia figa, spingendo sino a che un più lungo e profondo orgasmo cominciò a inondarmi. Lui mi sorrise e si asciugò il viso, ancora bagnato con i miei succhi. “Oh, andiamo. Davvero pensi che non avrei preso spunto dalle riviste per farti godere?”, disse baciandomi l’interno delle mie cosce e facendomi le fusa. “Devi andare a pagina 118″, dissi, sentendomi più audace. Armeggiò con la rivista, ancora in ginocchio. I suoi jeans alle ginocchia, i miei jeans intorno alle caviglie. Mi misi a ridere sommessamente al pensiero che qualcuno potesse vederci. Tirai la rivista lontano da lui e capovolsi le pagine. Poi gliela riconsegnai ed aspettai. Cominciò a baciarmi e mordermi lungo il collo fino a quando ho pensato che avrei potuto urlare. O morire. Il suo cazzo era spinto contro di me, contro la mia fessura calda e pronta ad essere scopata con forza. Si inarcò, spingendomi contro di lui per costringermi contro di lui. Le sue mani agganciate sotto le ginocchia e spinse appena sufficientemente che la sua cappella scivolò nella mia figa. Poi mi ha studiato con i suoi grandi occhi scuri mentre spingeva in modo deciso e veloce. Gridai, pregandolo di scoparmi più veloce”. Ti piace? “Sorrise con un ghigno malvagio quando lo disse e tenne ferme le mie ginocchia con le sue grandi mani. La cappella del suo cazzo premette dentro di me e ho sentito la mia figa aprirsi a dovere, desiderosa e pronta. Quante volte avevo sognato questo momento? Troppe. “Siamo solo amici”, gli ricordai stupidamente. “Già. Voglio scopare tutti i miei amici, tutti i miei compagni”. Ho notato i capezzoli ed il loro culo, come portano i capelli. Il suo sguardo era tra il divertito ed il seccato con me. Si inarcò in avanti, guardando il suo cazzo scivolare dentro di me solo un po’. Le sue labbra erano tenute chiuse, parendo sigillate. “Davvero?” Ho chiesto. L’unica ragione per cui sei il mio amico è perché ti ostini a volerlo essere. Altrimenti, dovrai essere molto di più. Ora puoi stare tranquillo. Sto per fotterti. Proprio come nella storiella della rivista”. “Va bene.” E io zitta mentre lui scivolava dentro di me. La mia figa lo afferrò e mi dimenava i fianchi, così felice di essere piena di lui. “Stai cercando di farmi venire, non è vero?”, gli chiesi mentre lui alternava lo scoparmi a leccarmi figa e clitoride. “No. Niente affatto, mordimi ancora”, era un ordine. Lo ha fatto e la mia figa si bagnò di nuovo. “Scopami, Roberto. Scopami, scopami, scopami”. Spinse il suo cazzo dentro di me in modo sempre più veloce, le mani scivolavano sotto il mio culo per sollevarmi. Roberto ringhiò e ho sentito che stava infilando un dito dentro di me oltre al suo cazzo. Lo fece una volta e poi di nuovo. Quando le sue dita spinsero contro il mio culo, ho goduto. Il suo dito scivolò dentro il mio culo e il suo cazzo nella mia figa ed io raggiunsi orgasmi che ricordo ancora adesso. Dopo poco mi sborrò in figa e sentìì fiotti di sborra colarmi dentro la passera e farcirmela a dovere. Poco dopo raggiunsi un nuovo orgasmo ed il mio culo si contrasse in ritmo con la mia figa, chiundendogli il dito come in una morsa.