Blog

Apr 08 2015

Voglia di pura follia

Mi chiamo Laura, Ho 49 e sto per raccontarvi una vicenda realmente accadutami che non credevo sarebbe mai potuta succedere. Era una più o meno calda mattina di maggio, mi trovavo in una localita marittima,ero uscita di casa per fare jogging, in quei giorni avevo una voglia matta di farlo. Avevo indossato una mogliettina aderente bianca e dei pantaloncini sportivi e dopo il primo km la mia maglia era già divenuta trasparente per il sudore. La cosa non mi dispiaceva affatto, anzi, la mia voglia era aumentata nel vedermi quei capezzoli perfettamente turgidi. In giro non c era praticamente nessuno, stavo percorrendo un percorso fitness frequentato appunto da gente sportiva, a Quell" ora del mattino speravo di trovare qualche bel ragazzo sudato e muscoloso che aveva voglia di fare una corretta con me.. ma niente. Trovai una panchina e mi ci sedette per riprendere fiato. Di lì a poco vidi una sagoma maschile avvicinarsi a me, non capii bene di chi si trattasse essendo una figura in controluce, ma presa dalla felicità come una gatta in calore decisi di farmi notare, chiunque fosse stato l uomo in lontananza. Così sempre seduta su quella panchina, in attesa che il mio uomo si avvicinasse,mi leva totalmente la maglia poggiandola sulle mie gambe restando così in topless davanti a questo sconosciuto. Quando focalizza meglio, vidi che l uomo in questione in realtà uomo non era, bensì era un ragazzino che alla vista dei miei sensi era diventato rosso paonazzo e stava rallentando l andazzo vedendomi in contro piano, quando poterti vederlo bene a meno di qualche metro di distanza decisi di andargli incontro chiedendogli una sigaretta, in realtà però neanche fumavo e sapevo che anche lui non poteva essere un fumatore. Come previsto lui mi disse dispiaciuto che non fumava, ma intanto avevo conquistato la sua attenzione, lo invitai a sedersi accanto a me su quella panchina. Il ragazzino era solo un adolescente, un po paffutello e con gli occhi di chi non aveva mai visto una donna in vita sua. Non so dirvi il perché ma la cosa mi cecità va da morire. In giro intorno a noi non c era nessuno, erano le 6 del mattino, lui si chiamava pasquale, aveva 14 anni, mi disse che aveva casa da quelle parti e che amava camminare al mattino anche se i suoi non erano proprio d accordo. Mi disse che lo faceva principalmente per rilassare la mente e per andare contro il volere dei suoi. Era un adolescente in piena fase ribelle e la cosa mi faceva ridere. Mi chiese di me, menti su tutto ciò che mi riguardava, lui però non se ne accorse e pian piano sembrò abituarsi all idea che io fossi davanti a lui con la mia quarta di seno a vista. A volte buttava l occhio sui miei capezzoli che ad ogni sguardo mi bruciavano per l eccitazione. Gli dissi sfacciatamente che poteva toccarmi se avesse voluto. Lui arrosi, rise e poi poggio imbarazzato una mano su una delle mie fanciulle, io finsi un gemito, gli afferrai la mano e cominciai a muoverà su di me veloce, Pasquale intontito non sapeva neanche cosa stesse succedendo poverino. Lo portai a pochi metri di li, in un posto più appartato, mi sedette su di lui a gambe aperte e cominciai a sfregamento contro il suo piccolino che tanto piccolino non era, data la sua età. "Sono vergine" disse lui. "Tranquillo, lo risolviamo subito" Spinsi forte muovendomi contro di lui, poi gli feci un bocchino succhiandoglielo fortissimo che lo lasciò senza fiato facendolo venire dopo solo pochi minuti, accolti in suo sperma sulle mie tette da vera porca, poi gli dissi che era stato davvero cattivo, ad approfittare così di una donna solo perché con più esperienza. Lui rimase di stucco. Mi abbassai i pantaloncini, le mutandine, e mi sedetti sulla sua faccia "leccamela" Dopo quel giorno non sono più la stessa, un po mi viene da ridere ma poi penso che lo rifarei altre migliaia di volte, è stata l unica volta in cui sono stata con uno più piccolo di me, ma è stata una esperienza unica, sentirsi al potere e libera di insegnare l amore a qualcuno.